lunedì 28 maggio 2018

Riviera di Ponente



Riviera di Ponente (Carlo Pellegrini, 1905)

Inventario 04868: carta/cromolitografia, cm 100 x 70.5

Il termine Rete Mediterranea, indicata con l’acronimo RM, definisce quella parte della rete ferroviaria italiana che, con la legge 27 aprile 1885 n. 3048, venne assegnata alla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo affinché ne assumesse l'esercizio e lo sviluppo. L'acronimo venne usato anche per marcare le locomotive e il materiale rotabile. Il governo nazionale italiano dopo il riscatto delle reti ferroviarie esistenti, quasi tutte in concessione a privati, deliberato a causa del dissesto economico più o meno grave in cui versavano, in attuazione della succitata legge - chiamata anche con la locuzione Convenzioni ferroviarie - provvide a riunire la maggior parte delle ferrovie della penisola in due grandi reti disposte in senso longitudinale rispetto ad essa, la "Rete Mediterranea", di 4171 km e la "Rete Adriatica", di 4379, concedendole in esercizio a due grandi società dietro pagamento di un canone allo Stato: la Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo e la Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. La Rete Mediterranea ebbe di massima le linee del nord-ovest, liguri e tirreniche con alcuni tratti di penetrazione importanti in comune con l'Adriatica. Nel 1905 si realizzò la nazionalizzazione delle ferrovie con la nascita delle Ferrovie dello Stato. La Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali nel 1906 cedette la propria rete e si trasformò in una finanziaria d'investimento, pur mantenendo la ragione sociale originaria, mentre la Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo, con i proventi realizzati dall’esproprio, tra il 1905 e il 1915 provvide ad acquisire in concessione la ferrovia Terni-Perugia-Umbertide e a costruire la Ferrovie Calabro-Lucane. Il marchio della ruota alata, divenuto il simbolo delle Ferrovie dello Stato, era utilizzato da diverse compagnie ferroviarie.

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